(+39) 333 3892162 Emanuela Gentili info@gemmediluce.it

Massaggio Prenatale

Massaggio Prenatale

Dar voce a chi non ha voce

Nacqui 60 anni fa da una madre settimina (con qualità medianiche) in un contesto nel quale la terza figlia non era stata contemplata.
Sono cresciuta cercando di essere buona e non disturbare, ma fu probabilmente proprio quel rifiuto iniziale ad indirizzarmi verso un’ampia ricerca.
A 18 anni, concluso il liceo, cominciai a spaziare con gli studi di astrologia, simbologia dei Tarocchi, libri di psicanalisi..

Il grande sogno iniziò a realizzarsi quando a 21 anni partii per l’India con un’amica alla scoperta della spiritualità. Non era un viaggio organizzato: la via andava cercata di luogo in luogo, avendo come unica direzione la verità, quella profonda, reale che parte dal cuore e che include tutti.
Là ebbi la fortuna di incontrare preziosi maestri di vita che mi fecero prolungare il viaggio. Rimasi sei mesi. Ho iniziato a capire cosa fosse il controllo della mente, ho sentito per la prima volta che le pietre ed i fiumi erano vivi e che tutti noi eravamo una parte all’interno di una grande comunità umana che va molto al di là del credo delle singole religioni.
Tornata in Italia mi iscrissi alla scuola di massaggio sportivo, poi circolatorio-energetico e quindi shiatsu, per poter meglio trasformare le memorie incise nel corpo come i traumi, le paure, il rifiuto. Ciò che sto per raccontarvi accadde all’improvviso, mentre mi trovavo nel mio studio di massaggi a Firenze. Concluso un trattamento, vidi una luce come un raggio laser sopra l’ombelico della mia paziente, e da sole iniziarono a scaturire dalla mia bocca alcune frasi. Lei, un po’ stupita e un po’ amareggiata, disse di non avere la minima idea di essere incinta e, fidandosi di me, mi chiese di accompagnarla in farmacia, dove acquistammo un test che risultò essere (naturalmente) positivo.
Così iniziò il passa-parola. Da allora, nel giro di qualche anno mi hanno raggiunto persone da varie parti d’Italia.
La mia parte razionale rimaneva all’inizio incredula e stupita che potessero uscire immagini così belle mentre le mie mani massaggiavano il corpo di una madre incinta. Era sempre una situazione semplice nella quale io non “pensavo” ma ero in contatto, e la mia mente, da lavagna vuota, iniziava a riempirsi. A volte venivano delineati progetti, desideri, luoghi speciali.
Ho sempre creduto che questo mio talento si fosse attivato dopo la perdita della mia prima figlia al nono mese di gestazione. Una gravidanza perfetta, un marito amorevole e poi, d’un tratto, la notizia in ospedale durante il consueto tracciato del ginecologo, “ non c’era più il battito cardiaco”. Ebbi col tempo una risposta all’interno di un seminario spirituale, dove il maestro Michio Kushi mi chiese di pregare per una creatura femminile che era attaccata e vicina a me, e che da lei avrei ricevuto un grande regalo. Allora non sapevo che sarebbe stata la capacità di contattare e accompagnare la crescita di un neonato.
La cosa, in fondo, non dovrebbe sorprenderci. In tutte le antiche comunità esisteva una donna sciamana-erborista capace di riconoscere le qualità del feto in gestazione e venivano preparate coloro il cui compito era di importanza sociale (vedi il piccolo Budda).
Per fortuna la mia voglia di fare figli è continuata, e in sette anni sono nati 3 bei maschietti. Con l’ultimo, poi, sono riuscita ad entrare così profondamente in sintonia da riuscire a capire quali cibi gli piacevano (continuano ad essere i suoi preferiti!) e a capire il nome che lui stesso aveva scelto per sé, Alessandro, specificando che possedeva una bella musicalità, come “ un’onda che finisce in spirale: l’energia che mi rappresenta”. Ogni volta che ho avuto l’opportunità di entrare in contatto con un feto, le parole sono uscite come un fiume fresco ed effervescente e la direzione dei suoi messaggi era quella di richiedere aiuto dai genitori per poter esprimere i propri talenti e qualità.
Una signora di Roma grazie alla conoscenza della creatura dal terzo mese di gravidanza fu stimolata a conoscerla più in profondità tramite i colori. Scoprii che voleva essere amata attraverso il gioco della pittura, le fu chiesto di appoggiare la mano sinistra sulla pancia e con la destra esprimere le sue frequenze grazie agli acquerelli. In seguito, con il materiale dei 9 mesi, la signora ha pubblicato un bel libro.

Un altro bambino all’ 8° mese di gravidanza chiese alla madre di spostare il suo lettino coi pupazzi da una camera lontana e avvicinarlo al letto matrimoniale (lei si giustificò dicendo che avrebbe preferito se ne occupasse la tata per la notte)!
Un altro ancora, concepito in Thailandia, riuscì ad estasiarmi con i profumi dei fiori che aveva assorbito nei primi tre mesi di gestazione e chiese alla madre di continuare anche in Italia quel bel ritmo di danze che lo avevano cullato e divertito in quell’ambiente selvaggio.
Una madre mi raccontò della difficoltà nella scelta del nome, e la risposta arrivò immediata: Arrigo!
Credo che più la donna è ricettiva ed amorevole, più sarà pronta al cambiamento e riuscirà ad assecondare e educare (ex-ducere, tirar fuori) il proprio bambino.
L’ostetrica ed il ginecologo facilitano la fuoriuscita al momento del parto, naturalmente, ma il padre e la madre hanno il grande compito di facilitare e sostenere il processo di un’anima che, grazie a loro, si è incarnata e desidera diventare una persona libera e felice.

Fonte: Associazione Uovo di Colombo – Periodico Menotre  N° 60 – Articolo di Emanuela Gentili

 

 

Emanuela Gentili (Insegnante)

Dettagli Curriculum Vitae

 

 

 

Homepage - Percorsi